Storia recente di una Stalla a 5 stelle
Con l’avvento del nuovo anno e in occasione della tradizionale benedizione della Stalla il 17 gennaio, ricorrenza di Sant’Antonio Abate protettore degli animali, ci è presa la voglia di scrivere questo breve articolo per ricordare le tappe fondamentali della storia della nostra Stalla.
Fu dopo la vittoria del Palio nel luglio 1967 con Canapino e Topolone (ribattezzato in quella carriera Ettore) che venne per la prima volta ristrutturata la Stalla nel “Chiassino”. Barbaresco era Ampelio Sacchi detto “Il Botte”, marito di Gostina e fratello di Sandro, per gli amici “Nastrino”, vice-Presidente storico di Castelsenio negli anni ‘60. Con Ampelio arrivò nella Stalla la figura del vice Barbaresco ricoperta per la prima volta, negli anni ’50, da Ciro Gaggiani e poi dall’inizio degli anni ’60 da Luciano Chellini. Per Ampelio quello non fu l’unico Palio vinto da Barbaresco, perché già nel 1951 con Bagnorea e Ciancone e nel 1953 con Tarantella e Ranco aveva avuto questa soddisfazione. Anche il suo predecessore Umberto Piccioli detto “La Vecchia”, ma da tutti conosciuto come “Pasquale”, marito di Dina e babbo di Cice, aveva vinto per ben tre volte il Palio, prima nel 1930 con Carnera e Ganascia e sempre con lo stesso fantino e con il cavallo Folco nel fantastico cappotto del 1933.
Raccontano Adù e Carlo che la Stalla venne rifatta perché una notte prima del Palio, Topolone fu trovato che “mangiava” l’interruttore in porcellana della luce... Fu deciso che, forse, era meglio renderla più sicura, e così fu fatto. Fece scalpore all’epoca la presenza della doccia per il fantino che in tal modo dopo la prova poteva tranquillamente lavarsi senza dover lasciare il "luogo di lavoro", ma, senza dubbio, lo splendido box costruito da Vittorio Pacchiani (padre di Nanni di Enzo e del Cacco) rappresenta l'aspetto più particolare della Stalla, sia da un punto di vista artistrico che affettivo. Vittorio creò una struttura bellissima tutta in legno lavorato a mano con una bella tartaruga sulla porta. Nell’occasione Marcello Salerni scrisse un pergamena commemorativa, tuttora segretamente conservata nelle mura della Stalla con i nomi di quei contrada ioli che ne avevano voluto ed anche pagato la ristrutturazione.
Stalla nuova, Barbaresco nuovo e fu così che al posto di Ampelio divenne Barbaresco Danilo Pepi detto “Paperino”, nonno di Claudio Borgogni detto Borghezio e di Margherita Bocci e fu proprio lui ad avere l’onore di inaugurare la Stalla con il cavallo Ringo e Canapino nel Palio del luglio 1969 vinto dall'Onda con Sambrina e Beppe Gentili. Purtroppo, Danilo dopo soli due anni morì in un tragico incidente sul lavoro ed allora il suo posto fu preso da Riccardo Poppi detto “Riki” con Alessandro “Ercolino” Sampieri come vice. L’inizio non fu dei migliori perché coincise con il Palio dell’Agosto 1971, vinto dalla Giraffa e perso con Musella e Rondone a pochi metri dal bandierino. Ancora oggi di Riki si ricordano le urla di gioia nel dopo-Palio in via di Città, quando col fantino cercavano di convincere tutti gli altri che s’era vinto…
Ci rifacemmo però di lì a poco vincendo il Palio di luglio del 1972 con Mirabella e Aceto; ancora una volta Riki si rese protagonista di uno storico episodio, questa volta eroico, riuscendo a fermare Mirabella scossa durante una mossa falsa, risparmiandole quelle energie che sicuramente dopo le servirono per vincere il Palio (lo stesso non si ripetè nel dopo corsa quando Riki fu travolto dalla cavalla al galoppo, ma a quel punto…). Per quel gesto (quello della mossa falsa…) Riki fu premiato con una spilla d’oro a forma di spennacchiera gialla e celeste che ancora oggi indossa con orgoglio nelle giornate più importanti. Passano gli anni e nel 1976 al posto di Ercolino entra come vice Lorenzo Cerri Vestri detto “Lollo”. Quest'anno segna anche l’importante arrivo nella Stalla di un maniscalco e di un veterinario “di Contrada” attraverso figure rispettivamente di Gastone Simoncini e di Giovanni Sartini di Ancona.
Nel 1978, dopo i Palii di Quebel e Lamadina, ci furono grandi cambiamenti in Contrada, e fu richiamato nella Stalla come Barbaresco “Ercolino” Sampieri con al suo fianco Enzo Stefanelli che a sua volta dopo soli due anni passò il testimone ad Alessandro Cerboni, famoso soprattutto per aver portato il cavallo in Piazza coi bermuda (da “Garzanti linguistica” : calzoni maschili e femminili che arrivano fino al ginocchio…”) ed anche per la notte in cui fu deciso di provare Bramante in Piazza. Infatti lui arrivò mentre già si stava rientrando in Contrada con il cavallo.
Con Ercolino aveva fatto il suo ingresso nella Stalla Giampiero Brotto, stimato veterinario sotto le cui cure era passato anche Tony Bin, il vincitore dell’ Arc de Trionphe del 1988. Nonostante queste credenziali, con lui non arrivarono i frutti desiderati e di quegli anni si ricorda soprattutto il Palio dell’agosto 1983, Palio che vide l’esordio di un nuovo Barbaresco, Antonio Casini detto “Stoppa” con il cavallo Ascaro ma soprattutto con l’indimenticato ed indimenticabile Adolfo Manzi detto "Ercolino".
Dopo quello storico Palio, Sandro Cerboni lasciò il suo posto a Stefano Polloni. Con poche soddisfazioni e tanto lavoro si arriva quindi agli anni ’90 con il biennio carattterizzato da Aceto in qualità di fantino di Contrada. Furono per noi due anni importanti e fu proprio in quel periodo che si formò con maggior decisione quella che oggi è sicuramente una delle componenti fondamentali della forza e dell’importanza della Tartuca, un gruppo di persone e di amici che tutti insieme remano nella stessa direzione, sicuri di se stessi nel rispetto di tutto e di tutti, ma soprattutto dei propri dirigenti, chiunque essi siano.
Nel ’91, l’ennesimo importante avvicendamento al vertice, segna l’ingresso nella Stalla come Barbaresco di Gianni Pruneti detto “il Poccia”, affiancato da “il Buttero" al secolo Luca Signorini. Comincia con quell’anno anche l’epoca fortunata e vincente del “Nostro Veterinario” Beppe Incastrone che vince il Palio di luglio con Uberto e Cianchino al primo tentativo. E’ la prima volta anche di Donato Carano che affianca Gastone per la ferratura del cavallo. Si può dire che il 1991 segna per la nostra Stalla l’inizio del “Palio moderno”.
Dopo quegli anni si arriva, dopo la magnifica galoppata del 1994 con Delfort Song ed il Il Bufera, al 1999 quando fa il suo timido ingresso nella Stalla Riccardo “Bitterone” Salvini. Anno drammatico, segnato tra l’altro dall’ingiusta squalifica al Poccia per 20 Palii. In quell'anno nella Stalla si operarano delle piccole ma significative migliorie dotando il bangnodi box doccia, sanitari e caratteristiche piastrelle giallo e blu.
Dopo questa “bufera” il 2000 vede quindi il ritorno, questa volta da Barbaresco, del Buttero affiancato da Silvano “Wally” Cimballi, che coincide con l’arrivo in questo “luogo sacro” di un altro importante protagonista, quel Livio Magni nutrizionista e vero ed insostituibile “chef” del nostro cavallo; con lui torna come maniscalco l’amico Donato Carano.
L’ultima, ed attuale, gestione ha inizio nel 2001 quando, con l’arrivo del nuovo capitano e dei suoi nuovi collaboratori, torna e diventa Barbaresco Riccardo Salvini con Vincenzo Fabiani (l’uomo di Berio!) come vice. Tutti insieme decidono subito di rinnovare la Stalla, il tutto per renderla più moderna e funzionale. A malincuore viene così fatta rimuovere la struttura in legno fatta da Vittorio Pacchiani e per la quale è prevista una sua giusta e meritata collocazione nel nuovo museo, sostituendola con una struttura in ferro e muratura, tipo “box all’inglese”, disegnata da Andrea Milani e realizzata da Mauro Bari e Matteo Ciacci, caratterizzata da “angoli e muri stondati”. Per la prima volta si crea dentro la Stalla anche una “camerina”, con tanto di letto a castello per i Barbareschi, tolti così dalla scomoda anche se caratteristica camera nel “Chiasso”.
A rinnovarla nel luglio 2001 è stata Zenubbia nel Palio delle nerbate tra Bighino e Pinturicchio. Nell’agosto arriva Razzo de Nulvi che, data la nuova e robusta struttura del box, non era possibile vedere da fuori. Per finire, va detto che negli ultimi anni la Stalla si è allargata ed è stata resa ancora più funzionale con l’acquisto (si fa per dire!!!) di altre due stanze, poste di fronte alle scale del Saltarello, e che durante l’inverno Matteo Ciacci, che nell’occasione vogliamo giustamente e doverosamente ringraziare, conserva con dedizione e cura in attesa dell’arrivo del cavallo.
Il resto è storia di oggi, con le splendide vittorie di Luigi Bruschelli detto “Trecciolino” con Berio ed Alesandra che, assieme a quelle che (speriamo) seguiranno, serviranno ad accrescere il fascino ed il lustro di questo affascinante e meraviglioso luogo.
Luca Guideri e Riccardo Salvini.






