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elimia16 agosto 2008
Elimia e Trecciolino, un bilancio si può fare
lancio si può fare

Sarebbe stupido negare che questo Palio ci ha lasciato un po' di amaro in bocca. Non si può dire neanche che per la tratta abbiamo adottato la "tattica" usata con Berio e Alesandra, tutti zitti e poi un crescendo di libidine. Abbiamo fatto il contrario, ed il risultato è stato l'opposto! Eppure durante le prove un occhio attento e disarmato di euforia poteva accorgersi che la forma di Elimia non era quella di un siluro, capace di fiondarsi fuori dai canapi come Bolt alle Olimpiadi. Tuttaltro. Era un Elimia appannato, ammesso che ne esista uno versione sprint. Visto in quest'ottica abbiamo preso un bel cappello, come si dice a Siena. Con la stessa lucidità però non dobbiamo dimenticarci che abbiamo trascorso quattro giorni di Palio in totale serenità. La presenza in Contrada di Luigi Bruschelli, l'imperatore che ci ha portato due Palii, (meglio di lui nel secolo ha fatto solo Ganascia con il giubbetto tartuchino) ci ha reso ulteriormente euforici, era logico. D'altra parte noi preferiamo goderci il Palio così anzichè fare ricorso a bombe carta, e la campanina preferiamo tirarla quando si vince. Detto questo, Carlo ci ha portato il miglior fantino di Piazza, quello che nel bene o nel male tutti invidiano, di più non poteva fare. Di questa nostra supremazia dobbiamo esserne orgogliosi, sopratutto se ripensiamo che da questo punto di vista qualche decennio fa eravamo messi malino. Non abbiamo vinto il Palio ma se proprio dobbiamo fare un bilancio, visito che anche il quarto mandato di Carlo è terminato, non possiamo che ritenerci soddisfatti. E' indubbio che la presenza della Tartuca nel Palio degli ultimi ventanni, è una presenza pesa e piena di soddisfazioni. Due vittorie di Luca e due di Carlo: loro sono i protagonisti di questo ventennio. Ma se vogliamo veder bene, proprio in virtù della forte unità interna che ha caratterizzato la Tartuca, in queste vittorie ci sono anche i segni di Angelo e Pierangelo ai quali , senza dubbio è mancato solo la fortuna di un cavallo. A differenza di altre Contrade la Tartuca, pur essendo una Contrada medio-grande, non ha correnti interne, ne sono testimonianza le elezioni che hanno sempre sancito approvazioni fin troppo schiaccianti. I Palii si vincono anche di fortuna ma a noi fin ad oggi non è mai successo. Noi abbiamo bisogno di prepararci da soli il terreno, calcolare ogni dettaglio affinchè non sia quel dettaglio a farci perdere il Palio. E' successo nel 1971 di non calcolare un dettaglio e perdemmo un Palio incredibile. Il dettaglio si chiamava "un milione". Sono stati gli stessi protagonisti di allora, Gianni Ginanneschi e Bazza, in un'amabile giornata di ricordi a Castelsenio nel 2002 a ricordarlo. Un milione che Gianni non volle dare a Bazza e il fantino amiatino si vendicò. L'anno seguente però non ci furono dettagli scoperti e riagguantammo il Palio che ci era stato tolto. Certo, non si fanno grandi risultati se il cavallo non è quello giusto ed Elimia proprio non lo era. Un'ora di attesa tra i canapi sono stati fatali. Il cavallo aveva già perso energie preziose e così il nostro è stato un altro Palio che però, potrà dare ugualmente buoni frutti in futuro. Chi riesce a ragionare di Palio con il proprio cervello, senza farsi influenzare dal quel vecchio marpione di Sunto, capisce cosa voglio dire. Dentro ogni Palio ve ne sono altri 9 che in qualche maniera allungheranno la propria ombra sull'annata seguente.

Giovanni Gigli

 


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