"La corazza del rospo" è il titolo dell'editoriale di un pregevole giornale, "La voglia matta", edito dalla Tartuca nel 1964 . Nell'articolo di fondo sono racchiusi i concetti fondamentali della Contrada. Mi piace richiamare questo articolo e questo giornale anche perchè è rappresentativo di una stagione paliesca (gli anni '60) in cui la Contrada era davvero una famiglia ed il Palio era vissuto con meno drammaticità di oggi, in una atmosfera di ingenua e divertita partecipazione. In questo senso il film di Luciano Emmer "Bianco, rosso e celeste" del 1963 rappresenta perfettamente l'atmosfera dell'epoca. Il tentativo di questo modestissimo sito web è quello di ritrovare quei valori nel Palio di oggi. "La vita della Contrada -si scriveva, oltre 40 anni fa- è la bellezza di gustare nel silenzio del nostro Museo la patina ottocentesca delle monture, il gusto sapiente e oleografico dei Palii del Giunti e quella carriera di legno fermata per sempre sotto una teca per sancire la gioia di un trionfo ormai lontano". La corazza del rospo si richiama naturalmente alla tenacia, l'unità e saldezza del popolo di Castelvecchio, a me piace immaginare la corazza anche in termini di crescita biologica della casa della Tartuca. Tutto quello che hanno fatto e costruito per noi i nostri bisnonni, nonni e genitori; la parte più resistente della casa Tartuca: le memorie e gli affetti ma anche la semplicità e lo stile della nostra Contrada, oggi più che mai da preservare e tramandare.
Giovanni Gigli