Comune e Consorzio contro la Rai
NOI S'ERA DETTO...
Quando nel febbraio 2008 le assemblee di Contrada furono chiamate a rispondere al sibillino ed ingannevole quesito "Volete la diretta televisiva del Palio?" che in realtà voleva significare "Volete il Palio in diretta nazionale sulla Rai?" nella Tartuca ci fu una libera ed interessante discussione con diversi punti di vista. Alla fine però si votò a maggioranza per il "NO". A distanza di un anno e mezzo, (tre carriere), la Tartuca, di fronte alle polemiche di questi giorni, può far suo il famoso detto di Ciro "Ve l'avevo detto". Non solo la Rai ha interrotto la diretta del Palio di luglio contravvenendo al contratto con il Consorzio, ma in un recente servizio giornalistico, ha utilizzato immagini di alcuni incidenti ai cavalli del Palio (di Siena) per commentare il provvedimento del sottosegretario Martini teso a regolamentare le corse di sagre e paliotti (non certo la nostra Festa) a seguito di un grave incendente durante una corsa in Sardegna. Possiamo star pur certi che, nonostante le minacce e le lacrime di coccodrillo del Comune e del Consorzio, concretizzate nel seguente Comunicato stampa, la Rai non subirà nessuna conseguenza e continuerà a causare nuovi problemi di immagine al Palio di Siena. Noi continuamo a domandarci: "Ma il Palio in diretta nazionale sulla Rai a chi giova?".
COMUNICATO STAMPA CONSORZIO-COMUNE
"Palio: inqualificabile l'atteggiamento della Rai"
Giudichiamo totalmente inaccettabile e inqualificabile l’atteggiamento della Rai che nella serata di ieri ha dato notizia dell’ordinanza del Sottoegretario alla Salute Francesca Martini Martini utilizzando in modo improprio ed offensivo le immagini del Palio di Siena, ledendo l’immagine della Festa e della città, accomunando la nostra Festa a quanto accaduto di recente in altre manifestazioni.
Una sensibilità che invece ha avuto il Sottosegretario di Stato al Lavoro Salute e Politiche sociali, nella conferenza stampa di presentazione dell’ordinanza ministeriale che disciplina le manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi. In quella occasione è stato presentato un video sugli incidenti più gravi occorsi in varie città italiane e neanche un fotogramma ha riguardato Siena e la sua Festa.
E’ quindi ancora più incomprensibile la scelta della Rai di rilanciare la notizia utilizzando il Palio di Siena.
L’ordinanza trae spunto proprio dalla nostra regolamentazione e risulta perfino riduttiva, in alcuni passaggi, rispetto a quanto già noi facciamo per la tutela dei cavalli.
La stessa Onorevole Martini, colloquiando telefonicamente con il Sindaco, ha spiegato che le norme sono state pensate proprio per quelle feste non autorizzate e non regolate, diversamente da quanto accade nella nostra città, citata invece proprio come un modello a cui tendere. Modello che fra l’altro è scaturito nel corso degli anni da un processo non indotto dall’esterno, ma per precisa volontà della intera collettivià senese.
L’atteggiamento della televisione pubblica è ancora più colpevole in quanto ha di recente rinnovato il contratto per la diretta con il Consorzio per la Tutela del Palio, al quale il Comune concede gratuitamente lo sfruttamento delle immagini, condividendo la necessità di riportare all’opinione pubblica con professionalità e attenzione i fatti attinenti la nostra Festa
La Rai, con il servizio di ieri, dimostra di non saper tutelare né i propri interessi, né quelli dei contraenti.
Dopo l’ingiustificabile interruzione della diretta di luglio assistiamo ad un nuovo episodio che, a nostro avviso, rappresenta ancora una volta un elemento di violazione dei rapporti contrattuali in essere.
Analogo atteggiamento è stato tenuto da altre testate che hanno dimostrato di svolgere in maniera approssimativa se non pessima il loro ruolo di organi di informazione.
Comune di Siena, Magistrato delle Contrade e Consorzio per la tutela del Palio stanno valutando se ricorrono gli estremi per azioni a tutela dell’immagine della città e della Festa.
NOI S'ERA GIA' (e sottolineo GIA') DETTO - II PARTE
“Il Palio e' forse la competizione piu' antitelevisiva che esista"Aldo Grasso, Corriere della Sera
Per coloro che sono da tempo schierati per lo sganciamento del Palio dalla diretta Rai, come chi scrive questo sito web, (vedere articolo) l'atteggiamento dell'azienda televisiva di Stato è un assist invitante, ma neanche troppo sorprendente. Prima o poi ci sarebbe stato. Adesso che il "bubbone" è scoppiato, tutte le parti in causa gridano allo scandalo. Se ci fosse stata un'analisi seria del rapporto Palio-tv in uno scenario dei mass media profondamente cambiato negli ultimi anni, e soprattutto se qualcuno si fosse preso la briga di analizzare anche superficialmente come viene percepito il Palio all'esterno, nonostante 50 anni di servizi televisivi, tutti avrebbero capito da tempo che è giunto il momento di cambiare. Solo la Tartuca ed il Nicchio lo avevano capito. Adesso pare che qualcosa lo abbia capito anche il nostro deputato Ceccuzzi, con questo comunicato stampa (3 agosto 2009):
Ceccuzzi (Pd):
“Giustificazioni inaccettabili dalla Rai per la mancata diretta del Palio”
“Il testo della risposta fornita dalla Rai mostra, con stupore dopo tanti anni di trasmissione del Palio, una conoscenza del tutto inadeguata sul piano aziendale dei tempi e dei meccanismi della Carriera senese. Lo dimostra l’attacco in cui ci si appella, con un linguaggio del tutto estraneo alla Festa, ad ‘una serie di contrattempi che hanno ritardato l’inizio della gara’”. Con queste parole il deputato del Partito democratico, Franco Ceccuzzi commenta la risposta fornita dalla Rai, attraverso la Commissione di Vigilanza, all’interrogazione presentata sulla mancata diretta, da parte dell’emittente pubblica, del Palio dello scorso 2 luglio".