I giorni del Palio di luglio

Quattro giorni sotto la minaccia della pioggia, poi invece delle chiocciole sono uscite le tartarughe. Un popolo in attesa, un Palio costruito in silenzio ma con la serietà che ci contraddistingue. I soiliti pifferi, il "muro" tartuchino e poi tutti uniti intorno a Massimo e Gingillo. Eh, già!
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Sabato 1 agosto - Prato di S.Agostino
L'ORGOGLIO DEI BUCONI
ghei praidde
Ora a Siena ci danno dei buconi, come se vincere tre Palii di fila restando primi per tre giri, sia frutto della fortuna. Comunque meglio essere buconi che compatiti oppure orgogliosi anzichè sgabelli. Pertanto ecco una festa sul tema. In cucina i ragazzi della stalla che gentilmente hanno offerto anche la musica del dopocena, per la gioia di chi partecipava. Che bu'oni!
Dall'India con passione
A cena con chef Rosario
Ce l'aveva promesso: "Se la Tartuca vince faccio una cena". E così Sami ovvero, per tutta Siena, Rosario ha preso una feria ed ha mantenuto la promessa. Così, martedi 4 agosto, ci ha preparato una succolenta cena indiana a base di riso. Anche Gingillo, presente a cena, ha gradito i piatti preparati con maestria dal nostro Rosario. E per una sera i ristoranti di Siena hanno fatto a meno delle rose.
Una cabala di luglio
A Palio vinto ogni contradaiolo si presenta con la sua personale cabala, il segno premonitore che gli "fatto capire che si vinceva". E così anch'io sono stato segnato da quel momento "mistico" che mi ha fatto dire: "questo è un segno". Durante la Festa Titolare, poco prima di cena, mentre chiacchieravo con il Mullah Claudio Bossini, il figlio Giovanni che aveva in braccio, vuole in tutti i modi scendere a terra. Con inusuale sicurezza entra da solo, prima carponi e poi con piglio veloce, dentro il museo vuoto. Davanti campeggia il bellissimo Palio di Mitoraj. La scena mi sembra degna di scatto fotografico. Ma da chi è stato richiamato il piccolo Giovanni? mi chiedo. Nel Museo non c'è nessuno. Poi all'improvviso, proprio davanti al Palio del 2004 appare un'altra bambina proveniente dalla Sala delle vittorie. Simbolicamente è una scena troppo assurda per essere vera, sembra preparata, eppure tutto si è svolto sotto i miei occhi, mentre scattavo. Al momento di stampare i segnaposto per la cena, decido di mettere la foto, "faccio questa cabala" mi dico. Tanto, se dovesse andare male, non lo dico a nessuno. E invece è andata fin troppo bene: Un altro cittino è entrato nel museo!
La sequenza







