La "cravatta" di Valente
Correva l'anno 1978
Trent'anni fa, una intera generazione di tartuchini. Eppure per chi all'epoca era un adolescente e sedeva, non senza apprensione, sul Palco del Costa, quel giorno del 29 giugno 1978 rimarrà nella memoria per sempre. Alla Tartuca, finalmente tocca in sorte un cavallo con cui poter fare il Palio, il forte grigio Quebel ed alla Chiocciola Utrillo. Dopo un'assemblea generale, il capitano Mauro Bernardoni decide di montare Canapino mentre nella Chiocciola si punta su Antonio Zedde detto Valente, padre di Gingillo. In Castelvecchio c'è la possibilità concreta di cogliere la vittoria e far ringollare i Palii del 1975 e 1976 all'avversaria, anche se lo scopriremo dopo, sarebbe stata la prima delle tre carriere vinte dal super Urbino. E' la prima prova. Appena partiti poco dopo la Fonte, Valente prende per il collo Canapino strattonandolo a terra. Una scena mai vista prima di allora. L'azione della Chiocciola è improvvisa e inaspettata e la prova non può che terminare con una scazzottata tra Tartuca e Chiocciola, coinvolgendo anche la comparsa di S. Marco. Per far capire la straordinarietà dell'evento basti pensare che la Giunta Comunale si riunì poche ore dopo (vedi articolo di Augusto Mattioli) istruendo una specie di processo lampo e squalificando immediatamente Antonio Zedde, soprattutto sulla base di un filmato tartuchino (i Palii di squalifica saranno 4) che ricorrerà nel 1980 nella Pantera. Trent'anni dopo vedendo Antonio Zedde a tavola in mezzo a noi, accanto al valoroso figlio Giuseppe che ha indossato con grande cuore il giubbetto della Tartuca, possiamo dire che quella ferita si è simbolicamente chiusa per sempre.
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