Due carriere, due vittorie, sei giri primo. Mai nessuno si era affermato, con il giubbetto giallo e turchino, in maniera così netta come Luigi Bruschelli detto Trecciolino. Tre invece le vittorie per il Priore Giordano Bruno Barbarulli, come Ottaviano Neri, meglio di lui ha fatto solo Alfredo Venturini. Per il nostro Capitano Carlo Arezzini è la seconda vittoria su due mandati, come tutti i più grandi Capitani della Tartuca da Daniele Danielli a Remigio Rugani, da Gianni Ginnanneschi a Luca Lombardini. Per Alesandra più che di evento storico si può parlare di favola, da Cenerentola di Piazza a Principessa di Castelvecchio. Circa 1600 commensali hanno potuto assistere alla Cena che celebrava una vittoria tanto insperata che rimarrà nella storia della Tartuca come una delle più belle e incredibili. Finita l'epoca dei supercavalli come Urbino, Panezio e Pitheos (mai avuti in sorte dalla Tartuca) al Palio arrivano cavalli molto preparati che formano un lotto molto omogeneo. A molti questo Palio non piace, fatto sta che, quando le differenze tra barbero e barbero non sono così macroscopiche come in passato, succede che il giochino torna in mano (finalmente) alle dirigenze, alle scelte, alle alleanze strategiche ai piani di medio e lungo termine. Non è un caso, forse, che la Tartuca dall'istituzione della previsita (1987) ad oggi abbia vinto 4 carriere e nessuna nel periodo dei "bomboloni" ovvero in quel periodo che va dall'apparizione di Panezio fino a Pitheos. Abbiamo vinto con quattro cavalli (Uberto, Delfort Song, Berio e Alesandra) che non avevano mai vinto in precedenza (2 di essi all'esordio) e solo Berio (guarda caso con lo stesso fantino) e Uberto si sono ripetuti. Per vincere il Palio si dice comunemente che occorra un buon 95% di fortuna e un 5% di bravura dei dirigenti. In questa carriera del 16 agosto 2004 la percentuale è stata 100% di bravura e nessun colpo di culo. D'altra parte chi se la voleva Alesandra? Chi lo voleva un fantino che in molti davano per inadatto fisicamente a reggere allo sforzo di tre giri lottati allo spasmo? A luglio, lo stesso fantino non aveva trovato molti ammiratori. Alesandra era niente di più e niente di meno che una signora brenna, una figura importante nel Palio quanto il due di picche a briscola. E tutti i professionisti dell'ippica nostrana, che affollano i talk show e che ancora non hanno afferrato la differenza che c'è tra il Palio e un Gran Premio a San Siro o a Pian delle Fornaci, che fine hanno fatto? Avranno capito adesso che il Palio non è (solo) una corsa di cavalli? A noi poco interessa a dir la verità. Noi abbiamo dimostrato di saper fare il Palio, quello vero, non quello delle chiacchiere da salotto. Abbiamo dimostrato che è possibile vincere un Palio alla zitta, basta farlo di "testa". Basta avere un popolo unito, vivere il Palio serenamente, avere una dirigenza in gamba, seria, affidabile, molto preparata, che fa le scelte giuste e poi... basta farsi dare il decimo cavallo e un fantino zoppo. Facile, non è vero?
LA CORSA ED IL TRIONFO. Tre giri primi con Trecciolino e Alesandra per una vittoria che sarà ricordata come una delle più belle della storia della Tartuca. L'esplosione della gioia dei Tartuchini, i baci, gli abbracci, il pianto ed il sorriso. Lo sguardo estatico del nostro grande Capitano Carlo Arezzini. Lo stupendo drappellone oro e azzurro di Mitoraj.
I festeggiamenti. La libidine godereccia dei Tartuchini. I cenini, la magnifica festa del sabato e la Cena della vittoria a Sant'Agostino, davanti alla nuova Società. Un album di immagini per ricordare una anno formidabile.
LA FESTA (collegamento non ancora attivo) - LA CENA - IL CENINO DONNE E UOMINI - IL CENINO DEI FANTINI - IL CENINO DEI CAVALLI - IL CENINO DEI CITTINI


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