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 Il 15 maggio 2004 alle ore 19,00 circa, la presidente - vicario Aura Vetturini ed il priore Giordano Bruno Barbarulli tagliano il nastro che apre le porte della nuova sede della ultra centenaria Società di Mutuo Soccorso Castelsenio. La meravigliosa avventura di Castelsenio prosegue la sua ultra centenaria storia a Sant'Agostino, uno degli spazi più amati dai tartuchini, e più precisamente nella Piazzetta che da un anno esatto porta il nome del nostro Silvio Gigli. I lavori complici la vittoria del 2002 (per fortuna) e la travagliatissima vicenda della ristrutturazione dell'adiacente immobile (per disgrazia), si sono allungati di qualche mese ma finalmente sabato 15 maggio tutti i tartuchini hanno potuto ammirare la nuova casa della loro gloriosa Società, "luogo ospitale di amichevole quotidiana aggregazione", come è scritto nella lapide posta sulla prima sede in Castelvecchio. Per farla divenire ospitale ci ha pensato con gusto stilistico sobrio e raffinato il nostro Architetto Riccardo Butini che ha interpretato al meglio le volumetrie messe a disposizione dalla Contrada, proprietaria dell'immobile. In quanto all'aggregazione il compito è affidato ad Aura Vetturini, la presidente riconfermata nell'incarico con larghissimo consenso. Come è normale, la ristrutturazione di Castelsenio è stata seguita con trepidazione da molti tartuchini, preoccupati, come fossero i lavori della propria casa, improvvisandosi, di volta in volta, in architetti, muratori e arredatori, ma alla fine, quando il nastro è stato tagliato, tutti sono rimasti sinceramente ammirati dalla bellezza della loro nuova Società: Riccardo aveva vinto la propria scommessa. Alcuni tartuchini, oltre che a discutere, si sono anche rimboccati le maniche ed hanno profuso il loro impegno con ammirevole dedizione. Vale la pena ricordarli: Nicola Caldani, Roberto Tozzi, Roberto Valoriali, Mauro Bari, Carlo Carmignani e Mauro Zeppi. A questi si uniscono i tartuchini che "ufficialmente" hanno messo la loro firma nei lavori come: Raffaello Bazzani, Alessandro Passaponti e Marino Bandini.  Una Società progettata e costruita da tartuchini: è una storia che si ripete da secoli - bastaricordare le vicende del nostro Oratorio - e per la Tartuca rappresenta una ulteriore dimostrazione di caparbietà e forza di volontà su cui poter contare quando si vogliono ottenere grandi risultati come questi.E' uno edificio che respira e dialoga armonicamente con ciò che lo circonda scrive giustamente Roberto Barzanti nel "giornale" pubblicato dalla Tartuca per l'occasione.Dopo tutte le scomodità di questi ultimi anni adesso godiamoci la bellezza di questi spazi: una bar elegante e funzionale, una cucina attrezzatissima e due ampi saloni - impreziositi da alcuni intelligenti contributi artistici del nostro amico pittore Carlo Pizzichini - dove poter organizzare in piena armonia le nostre tradizionali attività sociali. Non dimentichiamo, poi, il preziosissimo spazio esterno, la nostra terrazza dove poter trascorrere le nostre serate estive, anche se, come mette ben in rilievo Augusto Mazzini, è qui che occorre intervenire in futuro con determinati accorgimenti per una definitiva sistemazione. Come ha detto il Priore nel discorso di presentazione, saranno necessari ancora dei piccoli interventi ma si tratta davvero di interventi di perfezionamento, come di consueto accade nelle grandi opere di ristrutturazione.
La nuova Castelsenio, ricordiamolo, è stata concepita nel 1997 con la decisione di acquisto dell'immobile da parte del Seggio Direttivo guidato da Ivo De Santi ed ha mosso i primi passi con la presentazione del progetto portato avanti dal priorato di Roberto Barzanti. Giordano Barbarulli ha avuto il compito di seguire le delicate fasi di costruzione di questi ultimi due anni districandosi tra preventivi e immancabili intoppi. Si è trattato dunque di un cammino relativamente lungo ma intrapreso con decisione e senza tentennamenti. Adesso baricentro della Contrada, soprattutto nel suo aspetto ludico è spostato verso sud. Ci siamo riappropriati di Sant'Agostino, dove già celebriamo la Cena della Prova Generale e quella della Vittoria, senza dimenticare lo spazio offerto dal cortile del Tolomei che ci viene gentilmente messo a disposizione ogni qual volta ne facciamo richiesta. E' normale adesso pensare di effettuare anche i cenini del Palio entro questo spazio, considerando anche la comoda copertura offerta dallo stupendo loggiato del Fantastici. Siamo cresciuti giocando da ragazzi a Sant'Agostino e qui vi rimaniamo anche per trascorrere le nostre ore più liete, all'ombra dei colori delle nostre bandiere. LE FOTO DELL'INAUGURAZIONE E DEL PRANZO |
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