|
|
| |
IL DOCUMENTO DEL MAGISTRATO DELLE CONTRADE:
NON SOLO UNA RIFLESSIONE
Il massimo organismo contradaiolo sollecita
le consorelle ad interventi fattivi
"E' il solito documento" questo è stato il commento da più parti ascoltato di fronte alle 4 cartelle del lavoro svolto da una Commissione interna al Magistrato e poi ratificato da tutti i Priori presenti alla riunione del 12 novembre alla quale mancava solo il rappresentante della Lupa. E invece no. Dopo una prima analisi generale dei problemi e dei malesseri del mondo contradaiolo il documento fa un notevole passo in avanti rispetto alle precedenti relazioni. Non ci si limita a dire: "sarebbe meglio che..." "è auspicabile che..." ma si propongono precisi impegni da parte delle Contrade. E' vero che il documento, come è stato più volte ribadito, non è materiale da sottoporre alle votazioni, ma è altresì vero che le Assemblee (in contemporanea) delle Contrade dovranno in qualche maniera esprimere un giudizio, essere o no d'accordo con certi principi. E quindi, se in qualche maniera si è d'accordo con il documento si dovranno accettare "i consigli" che il documento suggerisce, prendendo precisi impegni. Quali? Ecco alcuni esempi:
1) non utilizzare lapplicazione del Regolamento del Palio, né qualunque altro stru-mento giuridico al di fuori di esso, col solo fine di danneggiare altre Consorelle, accettando i presupposti che la vittoria propria e la sconfitta della rivale non possono essere perseguite a qualunque costo e che la vittoria della ri-vale e la sconfitta propria sono elementi intrinseci della Festa che non posso-no essere aprioristicamente esclusi o eliminati;
2) non derogare dal rispetto del Regolamento del Palio e collaborare con lAmministrazione Comunale affinchè lapplicazione del medesimo sia coeren-te nel tempo per quanto riguarda il rapporto fra eventuali violazioni e sanzioni;
3) non esasperare le tensioni smorzando i toni delle dichiarazioni verbali e scritte dei dirigenti e dei contradaioli rilasciate ai mezzi di informazione, ivi compresi i periodici delle Contrade, auspicando altresì che episodi contradaioli non siano vo-lutamente enfatizzati a fini speculativi e che non vengano collegati ad una pre-sunta matrice di Contrada episodi che nulla hanno a che vedere con essa.
E inoltre:
3) arginare e condannare comportamenti esasperati e forme di violenza interne ed esterne alla Contrada, non offrendo copertura a tutto ciò che non è né riconducibile alla tradizione delle Contrade, né espressione della volontà della Contrada stessa;
4) combattere con palese determinazione tutti gli eccessivi individualismi che pos-sono arrecare danno alla Contrada sia in relazione alla sua vita associativa che in rapporto alla corsa del Palio;
5) riconoscere nei dirigenti di tutte le Contrade, nellAmministrazione Comunale e nelle persone da essa deputate, nei Vigili Urbani nonché nelle Forze dellOrdine, le autorità preposte a contenere gli eccessi derivanti dalla naturale animosità insita nel Palio.
Vi sembra poco? Sono concetti ovvii è vero, ma vi sembra davvero così scontato che una Contrada rinunci ad utilizzare il Regolamento del Palio in maniera strumentale per danneggiare, ovvero squalificare una Consorella? Di ovvio c'é solo il fatto che per cambiare in maniera decisa occorre la convinzione di dirigenti e Seggi con l'appoggio delle Assemblee. Ora sembra tutto facile ma verrà il momento di rispettare gli impegni che il documento richiede ed allora tutto sarà più difficile da comprendere.
Di seguito pubblichiamo per intero il documento del Magistrato delle Contrade.
|
| |
Documento approvato il 12/11/02
Il Magistrato delle Contrade, riunitosi in data 12 novembre 2002 per riprendere quanto affermato nel documento del 28/8 u.s., al fine di individuare ed attuare strumenti idonei ad interpretare la Festa in maniera adeguata ai tempi attuali, con il presente approfondimento da portare allattenzione delle Assemblee Generali delle Contrade intende dare il proprio contributo al recupero della giusta misura con la quale le Contrade stesse possono vivere, mantenendole inalterate, le loro secolari tradizioni.
Il Magistrato ha ritenuto opportuno innanzi tutto valutare i maggiori problemi che devono oggi affrontare le Contrade.
Il notevole incremento dei popoli delle Contrade che si è verificato negli ultimi decen-ni, rendendo la partecipazione alla vita della Contrada quasi una moda della cittadinanza senese, e il conseguente depauperamento dei rapporti interpersonali, tanto fra appartenenti alla stessa quanto a Contrade diverse, sono da collocare fra le principali problematiche emerse nei tempi più recenti.
Nel contempo il personalismo, lesibizionismo e la voglia di emergere ed apparire dei singoli, frutto della società attuale che privilegia lindividualità piuttosto che la collettività, troppo spesso hanno condizionato e condizionano il modo di vivere la Contrada durante tutto lanno e specialmente nei giorni di Palio. La contrapposizione tra rivali viene talvolta vissuta da singoli individui o da sparuti gruppi di contradaioli per tutto larco dellanno, anche fuori dai luoghi e dai tempi canonici.
Non si può inoltre non evidenziare come una eccessiva predominanza della corsa e del-le vicende del Palio sugli altri aspetti che rappresentano la struttura su cui poggia la vita ordinaria delle Contrade sia stata la caratteristica che più è emersa in questi ultimi decenni. La lotta contro la rivale è spesso estremizzata e laltrui successo ingiustamente considerato come qualcosa di inaccettabile, persino lesivo della dignità della pro-pria Contrada o delle capacità dei propri dirigenti, e non come un elemento ineluttabile nel quale il Palio stesso trova la ragione della propria esistenza. Ciò ha spinto ad utilizzare anche la giustizia paliesca come strumento di danneggiamento della ri-va-le.
Gli aspetti sopra indicati sono al contempo essi stessi componenti non secondarie, uni-tamente ad altre cause, dei malesseri dei quali oggi soffrono le Contrade.
A questo stato di disagio che trae le sue origini dai profondi mutamenti sociali iniziati alcuni decenni fa, hanno sicuramente fatto da catalizzatori i troppo rapidi cambiamenti verificatisi nei valori di base della vita sociale. I valori che oggi vengono considerati preminenti mostrano un notevole, eccessivo squilibrio rispetto a quelli di un recente passato che regolavano anche la vita associativa delle Contrade. Assieme al decadere dei valori-tipo della famiglia sono parimenti decaduti i valori della famiglia-Con-trada nella quale solidarietà, rispetto dei ruoli, dellesperienza e dellautorità era-no i punti cardine sui quali si basava il sentire comune.
Contemporaneamente labbandono del rione da parte di un gran numero di con-trada-io-li e quindi la scomparsa della vita rionale quotidiana ed il mutato modo di frequen-ta-zione della Contrada, per quanto attenuati dal nuovo ruolo aggregativo assunto dal-le Società di Contrada, hanno indebolito i rapporti di conoscenza tra le persone, con al-terazioni evidenti sia allinterno della Contrada sia con gli appartenenti alle Consorel-le. Conseguentemente quella che era una tradizionale rivalità, grazie alla fre-quen-ta-zione quotidiana che iniziava in giovane età, sembra divenuta oggi solo vera e cru-da inimicizia, quale si ritrova, nella nostra come in altre città, allorquando lan-ta-go-ni-sta è persona generica di cui riconosciamo solo lappartenenza allaltra parte, e non una persona con la quale condividiamo la vita quotidiana e gli stessi valori.
Di fatto in questi ultimi decenni lidentità contradaiola, sicuramente indispensabile, ha prevalso su quella cittadina, che è elemento altrettanto indispensabile per la sopravvivenza della peculiarità senese in una società sempre più omologata. Lesasperazione nel vivere i giorni del Palio sta assomigliando sempre di più agli aspetti deteriori che si riscontrano in altri ambiti. Neppure lapplicazione della giustizia paliesca con lesclusione dalla corsa sembra essere un sufficiente deterrente.
Al tempo stesso è cambiata la figura dei dirigenti di Contrada come persone di riferimento deputate a tramandare i principi e le regole che devono essere alla base della nostra vita associativa. Ciò forse anche perché troppo impegnati, a scapito del compito di custodi delle tradizioni, in compiti organizzativi e gestionali, derivanti dallattuale gigantismo che affligge le Contrade sia in termini numerici che di attività. Oggi il loro ruolo risulta quindi indebolito, addirittura condizionabile. Di conseguenza an-che lazione di guida del Magistrato ne ha risentito.
Tutto ciò considerato il Magistrato delle Contrade, al fine di focalizzare gli interventi at-ti a dare le migliori soluzioni possibili a tali problemi, invita le Assemblee Generali a riflettere sulla applicazione delle seguenti linee di comportamento.
Occorre, come principale e necessario primo passo, ricollocare nella giusta dimensione il valore della propria vittoria e dellaltrui sconfitta, e della liceità delle possibili strategie necessarie a questi scopi, riportando ad un giusto equilibrio lintensità dellimpegno paliesco con altri importanti e fondamentali valori, quali la qualità di una vita sociale priva di grosse tensioni, per la quale la nostra città è stata spesso, e in positivo, alla ribalta della cronaca, e riscoprendo, non per mera e vuota tradizione, ma per fondata convinzione civica, limportanza dellunità del Popolo delle Contrade al di sopra di quella dei popoli delle Contrade.
Per raggiungere questo scopo il Magistrato invita le Contrade a:
1) non utilizzare lapplicazione del Regolamento del Palio, né qualunque altro stru-mento giuridico al di fuori di esso, col solo fine di danneggiare altre Consorelle, accettando i presupposti che la vittoria propria e la sconfitta della rivale non possono essere perseguite a qualunque costo e che la vittoria della ri-vale e la sconfitta propria sono elementi intrinseci della Festa che non possono essere aprioristicamente esclusi o eliminati;
2) non derogare dal rispetto del Regolamento del Palio e collaborare con lAmministrazione Comunale affinchè lapplicazione del medesimo sia coerente nel tempo per quanto riguarda il rapporto fra eventuali violazioni e sanzioni;
3) non esasperare le tensioni smorzando i toni delle dichiarazioni verbali e scritte dei dirigenti e dei contradaioli rilasciate ai mezzi di informazione, ivi compresi i periodici delle Contrade, auspicando altresì che episodi contradaioli non siano vo-lutamente enfatizzati a fini speculativi e che non vengano collegati ad una presunta matrice di Contrada episodi che nulla hanno a che vedere con essa.
Risulta indispensabile, senza invocare presunte tradizioni paliesche che, in quanto a con-notati, di tradizionale hanno casomai il loro continuo evolversi, adeguare gli aspet-ti più acuti della vita paliesca alle mutate realtà, sensibilità e valutazioni della società attuale. Azioni dettate non tanto dalla voglia di misurarsi quanto piuttosto dalla volontà di danneggiarsi con atti violenti non sono oggi né accettate né accettabili. Rinunciare a pratiche ritenute consolidate, ammesso lo fossero, non è perdita di valori o sconfitta della tradizione; riportare i nostri valori ciascuno al suo giusto posto risulterà invece una grande vittoria dei Popoli delle Contrade.
Pertanto il Magistrato ritiene necessario:
1) limitare ai soli giorni canonici del Palio le occasioni di confronto fra rivali, divenute purtroppo frequenti occasioni di scontro che non possono e non devono durare tutto lanno;
2) recuperare il valore proprio dei giorni del Palio e delle prove quali preliminari alla corsa finale per la conquista del Drappellone e non quale momento di scontro fra gruppi di contradaioli che accompagnano il cavallo ed assistono al-le prove;
3) arginare e condannare comportamenti esasperati e forme di violenza interne ed esterne alla Contrada, non offrendo copertura a tutto ciò che non è né riconducibile alla tradizione delle Contrade, né espressione della volontà della Contrada stessa;
4) combattere con palese determinazione tutti gli eccessivi individualismi che possono arrecare danno alla Contrada sia in relazione alla sua vita associativa che in rapporto alla corsa del Palio;
5) riconoscere nei dirigenti di tutte le Contrade, nellAmministrazione Comunale e nelle persone da essa deputate, nei Vigili Urbani nonché nelle Forze dellOrdine, le autorità preposte a contenere gli eccessi derivanti dalla naturale animosità insita nel Palio.
In termini più generali è necessario inoltre intensificare limpegno della Contrada nei con-fronti dei giovani, tanto recuperando il rispetto che ai dirigenti è dovuto, quanto non abdicando al ruolo dirigenziale, con lobbiettivo di salvaguardare e tramandare le nostre tradizioni.
Si ritiene pertanto opportuno che venga favorito il rapporto fra contradaioli di generazioni diverse e stimolata la frequentazione della Contrada in momenti e con scopi anche diversi da quello del Palio, che vengano privilegiate occasioni ed attività delle Contrade e delle loro Società utili ad accrescere la cultura contradaiola e che siano svi-luppate tutte quelle iniziative che possono facilitare la conoscenza e lamicizia fra appartenenti a Contrade diverse, in ragione di comuni tradizioni e comuni sentimenti civici.
Il Magistrato delle Contrade, pur ritenendo che non sussistano elementi sufficienti a de-terminare un concreto pericolo per la sopravvivenza delle secolari tradizioni della città di Siena e del Palio, valutato che nellattuale contesto sociale le Contrade rappresentano un sicuro esempio di civiltà, un modello di vita e di corretta convivenza di par-tigiane passioni che affondano la loro origine nella storia della città, non di meno raccomanda a ciascuna Contrada ed ai suoi Dirigenti lapplicazione degli interventi sopraesposti.
A tale scopo questo Magistrato ritiene necessario che gli Onorandi Priori, una volta esaminato e discusso da parte delle Assemblee delle Contrade il presente documento, riferiscano allo stesso le considerazioni e le valutazioni emerse al fine di verificare che nel prossimo futuro vengano posti in atto comportamenti univoci condivisi da tutte le Consorelle.
|
|
| |
|
|
|
|